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Finanziamento su pegno: il prestito senza garanzie. Chi può richiederlo e come?

Il banco dei pegni è spesso visto, nell’immaginario comune, come l’ultima spiaggia di chi ha un disperato bisogno di liquidità. Molti faticano ad accettare questo tipo di soluzione, poiché i beni di valore di cui dispongono sono spesso cimeli di famiglia o oggetti dall’alto valore affettivo, del quale non sempre è facile liberarsi. Dall’altro lato, una spesa improvvisa o un momento di difficoltà possono rendere necessario del denaro liquido in poco tempo. Come richiedere un prestito senza busta paga e senza garanzie? È sempre più accettata da parte degli istituti di credito una forma di finanziamento su pegno, pensata appositamente per chi non vuole rinunciare a un bene prezioso ma allo stesso tempo non ha altre garanzie da offrire. Vediamo come funziona e quali sono i suoi vantaggi.

Si tratta di un finanziamento basato sulla garanzia fornita da un mobile o un immobile di valore. In sostanza, se si è in possesso di un bene prezioso (solitamente gioielli, orologi o altri oggetti dal valore facilmente quantificabile), lo si porta in pegno presso un istituto di credito. Quest’ultimo eroga la somma corrispondente al valore dell’oggetto in liquidità. Una volta che il richiedente avrà restituito l’intera somma, rateizzata e con interessi, l’oggetto tornerà in suo possesso.

Si tratta, data la natura del finanziamento, di crediti solitamente dal modesto importo. Questo, perché in media si tende a presentare come oggetti di pegno oggetti di valore contenuto. Del resto, si tratta di un credito utilizzato per urgenze immediate di liquidità (come il pagamento di una multa o di un’improvvisa spesa di riparazione). Anche le tempistiche si adattano a un range accessibile: i termini di un finanziamento su pegno vanno dai 6 mesi ai 3 anni, con una durata media di un anno.

Prestito su pegno: come funziona?

Per questo tipo di finanziamento gli istituti bancari si ispirano al modello del banco dei pegni. La banca cioè restituisce sotto forma di liquidi al soggetto richiedente il valore del bene in pegno. La quantità di liquidi viene stimata dall’istituto bancario che si basa sul valore commerciale in quel momento del bene

Il bene funge quindi da garanzia. Il richiedente sarà così tenuto a saldare con una rateizzazione mensile il prestito. Altrimenti, la banca sarà intitolata a rivalersi sul bene, mettendolo all’asta. Attraverso le rate mensili, il debitore ripaga tanto la somma di liquidi ricevuta quanto gli interessi, stabiliti a tasso fisso nel contratto iniziale.

Il richiedente del finanziamento su pegno potrà anche estinguere tutto il debito anticipatamente. Il riscatto anticipato consiste nella consegna dell’intera somma dovuta in un’unica soluzione, comprensiva, ovviamente, anche dei tassi di interesse fissati dall’istituto bancario al momento della stipula del contratto. Anche in questo caso, è bene valutare con attenzione tutte le clausole del contratto. L’istituto di credito potrebbe infatti imporre delle penali in caso di estinzione anticipata, che andranno restituite insieme alla al credito e ai suoi interessi.

In ogni caso, al pieno pagamento della somma dovuta, il richiedente tornerà nel pieno possesso del suo bene che, nel frattempo, è stato conservato al sicuro dall’istituto di credito. Non solo: al termine del pagamento di tutte le rate di restituzione del prestito su pegno potrai decidere sia di riscattare il tuo bene, sia di rinnovare il finanziamento con il medesimo bene a garanzia degli stessi criteri adottati in precedenza.

Cosa succede se non riesci a ripagare il debito?

Qual è il pericolo al quale puoi andare incontro? Se non dovessi essere in grado di restituire l’intera somma dovuta, comprensiva delle spese accessorie delle quali parleremo più avanti, l’istituto di credito sarà intitolato, entro 30 giorni, a rivendere il bene lasciato in pegno affidandolo a un’agenzia specializzata che provvederà a piazzare l’oggetto su un’asta pubblica. Anche in questo caso, però, la situazione potrebbe rivelarsi comunque parzialmente vantaggiosa per il richiedente.

Tieni presente che se il bene dovesse essere rivenduto all’asta per una somma superiore a quella ricevuta dall’istituto di credito, quindi per un valore più alto di quello stimato, il surplus ottenuto rimarrà a disposizione del richiedente. Questo, a condizione che la vendita avvenga entro 5 anni dallo scadere del prestito. Per questo motivo alcuni soggetti, speranzosi o fiduciosi di un piazzamento favorevole del bene sul mercato, rinunciano volontariamente al riscatto del pegno, affidandone direttamente la vendita all’asta alla banca.

Quali beni valgono come garanzia di un finanziamento su pegno?

Quali tipologie di beni si prestano a un impiego come garanzia di un finanziamento su pegno? Non tutti gli oggetti rientrano in questa categoria. Nello specifico, si prediligono beni il cui valore è facilmente stimabile su base di parametri ben individuabili nel mercato. Rientrano fra questi gioielli, oro, pietre e oggetti preziosi in generale. È possibile richiedere un credito su pegno anche su beni immobili, come un appartamento, un terreno o una macchina. Ad ogni modo, ciascun istituto di credito stabilisce i propri criteri e le proprie regole di accettazione di beni in garanzia di un prestito su pegno.

Al soggetto richiedente viene rilasciata una polizza nella quale sono specificati i termini del credito su pegno. In particolare, questo documento contiene la stima del valore effettuata sul bene in pegno e i termini temporali del prestito, con la data di ricezione da parte dell’istituto bancario e la data di riconsegna. Il tutto, sotto la denominazione del Monte, ossia dell’Istituto di Credito che eroga il prestito su pegno.

La sua cessione all’istituto di credito fungerà da unica e sufficiente garanzia della restituzione del prestito su pegno. L’oggetto in questione deve quindi essere consegnato con due documenti. In primis, un titolo che ne riconduca la proprietà al richiedente. Gli istituti bancari richiedono anche che venga consegnato un documento che attesti la provenienza del bene, come ulteriore accertamento della proprietà esclusiva dell’oggetto consegnato in pegno.

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Perché scegliere un finanziamento su pegno

Si tratta di una modalità oggi accettata da moltissimi istituti di credito proprio perché i suoi requisiti sono particolarmente accessibili. Non sono infatti richiesti, come dicevamo, né una busta paga né altre garanzie. L’unico requisito necessario è il titolo di possesso del bene di valore, che si tratti di un bene mobile o di un immobile.

Per questo, si tratta di una modalità di finanziamento particolarmente adatta, oltre che ai lavoratori senza busta paga, anche a chi ha ricevuto un protesto o chi rientra fra i cattivi pagatori iscritti nell’elenco del CRIF – Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria. Non disponendo di altre garanzie o, perlomeno, di nessuna garanzia ritenuta valida e accettabile da un istituto di credito, questi soggetti si impegnano a ripagare il credito concesso con la cessione di un bene di egual valore alla somma ricevuta.

Un altro vantaggio del finanziamento su pegno è che al momento della stipulazione del contratto viene stabilito un tasso d’interesse che rimane fisso per tutta la durata della rateizzazione. È bene valutare con cura questa clausola del contratto, poiché da essa dipenderà l’importo fisso delle rate da pagare per estinguere il debito.

Infine, ma non per importanza, le tempistiche. Non richiedendo alcun tipo di garanzia ulteriore o di indagine reddituale, questo tipo di finanziamento è particolarmente rapido nell’erogazione della liquidità. L’istituto di credito si impegna infatti a stimare una valutazione del valore del bene, secondo i parametri del mercato nel momento della richiesta. Una volta fatta questa stima, che in media richiede al più una settimana di tempo, i liquidi verranno immediatamente erogati al debitore.

Spese accessorie

Ricordiamo anche che, come per la maggior parte dei contratti, potrebbero sussistere delle spese accessorie di carattere legale o connesse alla documentazione richiesta per la consegna del bene in pegno. Queste spese accessorie sono tutte a carico del richiedente, il quale è tenuto in prima persona a dimostrare la proprietà e la provenienza del bene mobile o immobile ceduto per ottenere il credito su pegno. È bene precisare che non si tratta solo di spese di natura contrattuale.

Gli istituti di credito fanno richiesta al soggetto interessato a un finanziamento su pegno anche di altre spese, da versare solitamente in anticipo. Oltre al tasso di interesse fissato dal contratto (il cui valore è almeno pari all’1% del prestito totale sulle rate mensili), il debitore dovrà saldare anche le spese amministrative e i diritti di custodia. Questi ultimi in particolare dipendono tanto dalle condizioni poste dalla banca quanto dalla natura del bene, e possono quindi variare significativamente, dallo 0,2% fino al 2%, anche in questo caso da applicare sulle rate mensili.

Dove richiedere un prestito su pegno?

Oggi la maggior parte degli istituti di credito accetta o addirittura offre direttamente questa opzione per erogare modeste somme di liquidi ai soggetti che non potrebbero ricorrere ad altre soluzioni più articolate. Il consiglio, naturalmente, è sempre quello di rivolgersi a istituti bancari autorizzati che ti mostrino con trasparenza e chiarezza tutte le clausole del contratto di prestito. Si tratta di una misura sempre più apprezzata, anche perché permette di ottenere dei contanti in tempo rapido senza dover necessariamente rinunciare per sempre a un oggetto di valore, come nel caso del vecchio banco dei pegni.

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